Workshop di Teatro Danza

Condotto da Loredana Piacentino

“ Elogio della lentezza”

“Così di colpo ci apparirà evidente che parlare della Lentezza significa parlare della Memoria e parlare della memoria significa parlare di tutto. C’è un legame profondo fra lentezza e memorie e velocità ed oblio” (cit.Milan Kundera)…

Il Workshop:

Il movimento così come il pensiero rapido può portare ad un allontanamento da sè stessi. In questa società siamo iper sollecitati dalle immagini. La memoria non costituisce più progetto di pianificazione per il presente e per il futuro, perché  il pensiero rapido non ama ricordare.

Il workshop si propone di esplorare il tema della lentezza attraverso elementi della danza butoh e del teatro fisico. Cercheremo di approfondire il movimento fisico e l’azione escludendo la logica del “fare” strettamente legata al mondo del mercato e alla sua estetica, cercando di ascoltare sè stessi e il proprio corpo in modo consapevole. La danza butoh ci aiuterà ad entrare nella lentezza del movimento per far emergere le memorie e scoprire una forte relazione tra il corpo e la natura. Il teatro fisico invece verrà utilizzato come strumento per dar voce in maniera grottesca ai nostri impulsi rapidi nel tentativo di imitare le macchine veloci .

Il workshop vuole essere un approfondimento al percorso  già intrapreso dall’associazione cattivo Teatro e dall’artista Biagio Accardi nel suo “Viaggio Lento”( https://cattivoteatro.jimdo.com/elogio-della-lentezza-workshop/)dove questo, vuole essere solo uno dei tanti incontri per creare momenti di condivisione, formazione  ed esplorazione del tema.

 

DOVE:Il workshop si svolgerà presso il ricetto degli enotri in via Blanda 40 tortora Marina ( Cosenza)

QUANDO: 15-16-17 giugno

ORARI: Venerdi ore 19-21 , Sabato ore 9.30-12.30/19.00-21, Domenica 9.30-12.30

conduzione del workhop

Loredana Piacentino: Nasce a Roma, attualmente vive a Sondrio.Laureata in Antropologia culturale. Dal 2000 al 2018 è in continua ricerca artistica e grazie ai suoi numerosi viaggi ha maturato una formazione in diverse discipline: Danza contemporanea, Contact Improvisation, Danza Butoh,Teatro Fisico. Da anni si è dedicata molto al Teatro Sociale. Ha studiato con maestri di fama internazionale quali: Alma Falkenberg, Valentina Versino, Leilani Weis,Gabriella Maiorino,Pascal La Delfa, Francesca Bonci, Javier Cura,StefanoTaiuti,Living Theatre, Metamorfosi Teatro. Lavora nelle scuole pubbliche guidando laboratori di ludico motoria per bambini e danza e improvvisazione teatrale per ragazzi.Conduce laboratori di teatro nel carcere, con i disabili e con i migranti. Nel 2009 ha lavorato in un progetto teatrale nei campi profughi in Palestina guidando gruppi di donne e bambini. Nel 2010 ha terminato una formazione in Teatro Sociale presso l'accento teatro di Roma. Sempre nel 2010 dà vita al progetto artistico Act Theatre Project del quale è direttrice artistica. Tra il 2013 e il 2014 si è recata in Ghana dove ha svolto laboratori di Teatro tra i ghetti più poveri del paese. Sempre in Ghana ha collaborato con il National Theatre. Dal 2015 ad oggi si occupa della direzione artistica di un progetto di teatro con ragazzi profughi dell'area sub sahariana in collaborazione con la Fattoria sociale Lunalpina.

 

Principali spettacoli realizzati tra il 2006 e il 2016: 2006: Enzimi Festival, progetto di istallazione acustica Danzata dal titolo “Casa Sonora”, curato e ideato da Loredana Piacentino e Marcello Liberato. 2007: Festival “Installer 01: Kollatino Underground performance acustica in solo, progetto e Regia di Loredana Piacentino e Marcello Liberato. 2008: Why Company spettacolo Father. 2007-2009: Lavora con il Living Theatre tra New York e Italia realizzando diversi spettacoli, 2009: Performance“Living Theatre Europa”. 2009: spettacolo Not In my Name presentato a Gerusalemme (Palestina). 2011:

Recover Band “Soul Explosion”: Improvvisazioni di ACT Theatre con altri artisti al Cinema Teatro Volturno . 2011-2013: “Morosis” un prgetto ideato e sceneggiato da Loredana Piacentino “Medea e il suo Doppio” Regia e coreografia di Loredana Piacentino danza; Loredana Piacentino e Francesca Orazi, 2012: “Una Vita Meravigliosa” studio per Corpi e Plastica con Metamorfosi Teatro. 2012 :Act Theatre Project e Teatro Azione Sit-In

 

Spettacolo istallazione presso Teatro stabile di Verona Regia Loredana Piacentino e Simone Azzoni. 2013: “Scirocco” Scritto e diretto da Carmine D'Agostino, danza Loredana Piacentino musiche induo voice and jazz, 2014: Alice nel Paese dei Garbugli spettacolo del Laboratorio di teatro Integrato regia e scene Loredana Piacentino. 2015: Diritti e Rovesci : Spettacolo di teatro in collaborazione con la cooperativa Nuovi Orizzonti Onlus. diretto da Loredana Piacentino e Uri Noy Meir. 2015-2017: Vola Piccolo Gabbiano, Vola Spettacolo di Teatro Danza con Musica dal vivo di e con Loredana Piacentino e Hadi Habibnejad. 2015: “ Noi siamo Uno” Spettacolo di Teatro con attori profughi richiedenti asilo presentato ad Expo 2015 e diretto da Loredana Piacentino. 2016 “Il ritorno del Gigiat” spettacolo di teatro integrato con i ragazzi disabili dello SPAH . 2017 “Quando c’erano le castagne”spettacolo di teatro con richiedenti asilo e titolari di protezione condotto da Loredana Piacentino e Hadi Habibnejad.

 

A Dicembre presso “Il ricetto degli Enotri, il teatro più piccolo del Mediterraneo” a Tortora (Cs), si è tenuto un incontro tra il collettivo artistico “Cerva (A)nomala” e l’associazione culturale “CattivoTeatro”, con l’obiettivo di  realizzare una performance ispirata al fumetto di  Peter Vento dal titolo:  “Profondo, la fiaba di Goccia e Luna”. Da questo primo incontro è nata l’esigenza di realizzare periodicamente delle residenze teatrali aperte . I futuri incontri avranno la velleità di continuare a lavorare alla realizzazione di “Profondo” ma anche allestire nuove produzioni che toccheranno ulteriori tematiche, oltre che avere finalità di carattere formativo per il gruppo stesso.  Le attività proposte, si concentreranno in prima analisi sul training teatrale e successivamente sulla messa in scena, l’utilizzo della voce  e il movimento del corpo nello spazio scenico.  Durante le residenze ci sarà sempre un momento dedicato allo studio della figura del cantastorie.

 

Prossimi appuntamenti:

9/10/11 febbraio a Satriano con Biagio Accardi - www.biagioaccardi.com

 

Laboratorio e messa in scena di “Profondo, la fiaba di Goccia e Luna” in concomitanza con il “Carnevale di Satriano” 

Il laboratorio è aperto anche a esterni al gruppo.

Quota di partecipazione 10,00 euro (Tessera associativa) 

(Portare indumenti comodi, costumi e oggetti di scena sul tema dell’ambientazione di Profondo: Africa, mare, Ecc ecc)

Per iscrizioni e info 3668039439" 
https://cattivoteatro.jimdo.com/profondo-fumetto-performance/

Per vitto e alloggio consultare le convenzioni con il festival: http://www.alparcolucano.it/carnevale-di-satriano-di-lucania

 

(Portare indumenti comodi, costumi e oggetti di scena sul tema dell’ambientazione di Profondo: Africa, mare, Ecc ecc)

Non solo festa, ma confronto e crescita collettiva !

Al Ricetto degli Enotri, già dal giorno prima dell'iniziativa,
ci raggiungono due ragazzi che  vivono  ormai da più di dieci anni in
Inghilterra e lì si occupano di progetti legati all'educazione. Vanno
a dormire presto, e fanno bene, domani dobbiamo svegliarci presto per
affrontare una passeggiata di cinque chilometri, che risulterà poi
impegnativa per la particolare giornata di caldo torrido. La mattina
successiva ci raggiunge anche Carlo, un amico, instancabile
viaggiatore. Facciamo colazione con della frutta appena raccolta dai
nostri campi e si parte. Percorriamo la Fiumarella di Tortora, per poi
salire al borgo medievale che anticamente prendeva il nome di Blanda
Julia. Lungo il percorso ci tocca fare i conti con la stupidità umana:
durante l'inverno scorso la pioggia ha scavato alcuni tratti di
strada,  facendo emergere pneumatici, chissà da quando tempo
interrati.  Davanti a questa scena,
il  gruppo di viaggiatori decide di farsi 
ritrarre per una "foto ricordo" di  fianco a questo monumento alla demenza umana. Per fortuna,
il paesaggio vince e ci distrae da questa bruttura;grotte che
sicuramente erano abitate in epoca  paeolitica, orti curati con
maestria, piante officinali ed il fiume che scorre lento ci
addolciscono il cammino e la vista.
Arrivati al centro storico, non ci facciamo sfuggire l'occasione di visitare il
museo archeologico che costudisce alcuni reperti dell'antica Blanda,
ritrovati presso l'insediamento di origine Enotria. Arriva mezzogiorno
e la fame si fa sentire. Da un vicolo raggiungiamo una piccola
piazzetta, dove ci aspettano i ragazzi dell'associazione della
Zafarana di Tortora; hanno preparato un buffet con pietanze a base del
famoso peperone autoctono: pasta fatta in casa con ceci e una
spolverata di polvere di zafarana, patate e peperoni e una fantastica
caponata di melanzane, il tutto innaffiato con un ottimo vino paesano.
Faccio la mia solita osservazione circa l'utilizzo dei piatti di
plastica, che per solo dieci persone, si sarebbero potuti evitare;
pongo l'attenzione sul fatto che certe cose si fanno più per abitudine
che per convenienza. Subito desisto dal continuare ad incalzare
sull'argomento, per evitare di essere tacciato di pedanteria. Canto
un paio di canzoni, suono la lira, racconto una storia e poi ci
incamminiamo lungo la strada per tornare al Ricetto. Arrivati a
destinazione, iniziamo i preparativi per la festa serale. Arriva per
primo Riccardo dell'Associazione Lucanapa, che ci porta le "frese", il
nostro famoso pane biscottato, buono soprattutto condito con pomodoro
e origano. A seguire arriva Giovanni di Montella giunto per
consegnarci la pasta, formato scialatielli, lavorata artigianalmente
con la farina prodotta da noi, sulle montagne del Pollino. Ovviamente
non dimentica di portare anche la sua preziosa farina di farro
monococco. Ci raggiunge anche la temeraria Filomena del negozio
"Biologicamente" di Praja a Mare; inizia così un turbinio di
confronti, scambi di informazioni e di nuove conoscenze. Tutti i
partecipanti hanno fatto chilometri per incontrarsi e regalarsi
l'opportunità di parlare di pratiche che aiuterebbero a migliorare la
qualità della nostra vita per renderla più sana, più giusta ed equa.
Quindi, non una mera festa, ma un momento di crescita ! Subito noto che gli assenti sono proprio gli autoctoni, quasi a
dichiarare che tutto questo è estraneo a loro, non gli appartiene o
non gli interessa; preferiscono continuare a spingere carrelli nei
supermercati e finanziare chi ci avvelena, sottovalutando l'importanza
e l'urgenza di creare un'economia e un'ecologia, che potrebbe
migliorare il nostro territorio e la comunità tutta. Mi volto e vedo
Carlo seduto nella posizione yogica del fiore di loto: medita, si
connette con il circostante. Sembra non avere dubbi: "Ogni nostra
azione riflette e migliora, anche involontariamente, quello che ci
circonda !


"Si dice che il minimo battito d’ali sia in grado di provocare un
uragano dall’altra parte del mondo"



Libro-Viaggiolento nel Pollino
In cammino con il cantastorie
 
di Biagio Accardi
 
Un “viaggiolento”, a piedi e in compagnia di un’asina, in uno dei parchi nazionali più belli d’Italia. Narrazione ed elogio della lentezza, in sintonia con quel “turismo lento”, nuova frontiera del turismo contemporaneo, quello esperenziale.
L’autore, artista itinerante e cantastorie calabrese, racconta in un diario molto sui generis, il proprio “viaggolento” nel parco nazionale più grande d’Italia, quello del Pollino (fra Calabria e Lucania). Accompagnato dalla sua fedele asina, “Cometa Libera”, Biagio percorre a piedi sentieri, tratturi e strade che uniscono i borghi del Parco. Incontra la natura, le persone, storie, leggende, tradizioni e canti, e racconta tutto in maniera diretta e suggestiva. Ma in ogni paese che raggiunge, Biagio porta anche le proprie storie, le proprie canzoni, in uno scambio sempre nuovo, alla scoperta di luoghi che diventano esperienze, dove il rapporto fra persona e territorio è diretto e magico.
 Consigliato ai lettori che si appassionano di storie vere ed autentiche, a chi ama la Calabria e la Lucania, a cultori e agli appassionati del turismo lento, a cultori del viaggio a piedi e del camminare, a chi cerca un turismo diverso e più autentico, a chi vuole vivere, e conoscere, il territorio che va a visitare, a chi vuole riscoprire luoghi che diventano esperienze, a chi nel viaggio vuole vivere un diretto rapporto fra persona e territorio ...a chi mette il libro nello zaino con la colazione a sacco ! 
 
L’autore
Biagio Accardi, originario di Tortora (CS). Artista, musicista, viaggiatore e studioso della tradizione, con l'Associazione CattivoTeatro promuove eventi artistico-culturali in tutta Italia. Dal 2010, alla maniera dei vecchi cantastorie, è ideatore ed interprete dello spettacolo “Cantu e Cuntu …e mi ni fricu”, che segna mille date in Italia e all’estero, nel quale propone leggende, filastrocche, serenate e canti. Il suo ultimo lavoro è Kairos.
 
 
(Andrea Pacilli Editore - Collana Viaggiare lentamente -13,00 euro
In tutte le librerie distribuito da Messaggerie)

http://www.mondadoristore.it/libri/Biagio-Accardi/aut01390871/

Viaggiolento nel Pollino
In cammino con il cantastorie
 
di Biagio Accardi
 
Un “viaggiolento”, a piedi e in compagnia di un’asina, in uno dei parchi nazionali più belli d’Italia. Narrazione ed elogio della lentezza, in sintonia con quel “turismo lento”, nuova frontiera del turismo contemporaneo, quello esperenziale.
L’autore, artista itinerante e cantastorie calabrese, racconta in un diario molto sui generis, il proprio “viaggolento” nel parco nazionale più grande d’Italia, quello del Pollino (fra Calabria e Lucania). Accompagnato dalla sua fedele asina, “Cometa Libera”, Biagio percorre a piedi sentieri, tratturi e strade che uniscono i borghi del Parco. Incontra la natura, le persone, storie, leggende, tradizioni e canti, e racconta tutto in maniera diretta e suggestiva. Ma in ogni paese che raggiunge, Biagio porta anche le proprie storie, le proprie canzoni, in uno scambio sempre nuovo, alla scoperta di luoghi che diventano esperienze, dove il rapporto fra persona e territorio è diretto e magico.
 Consigliato ai lettori che si appassionano di storie vere ed autentiche, a chi ama la Calabria e la Lucania, a cultori e agli appassionati del turismo lento, a cultori del viaggio a piedi e del camminare, a chi cerca un turismo diverso e più autentico, a chi vuole vivere, e conoscere, il territorio che va a visitare, a chi vuole riscoprire luoghi che diventano esperienze, a chi nel viaggio vuole vivere un diretto rapporto fra persona e territorio ...a chi mette il libro nello zaino con la colazione a sacco ! 
 
L’autore
Biagio Accardi, originario di Tortora (CS). Artista, musicista, viaggiatore e studioso della tradizione, con l'Associazione CattivoTeatro promuove eventi artistico-culturali in tutta Italia. Dal 2010, alla maniera dei vecchi cantastorie, è ideatore ed interprete dello spettacolo “Cantu e Cuntu …e mi ni fricu”, che segna mille date in Italia e all’estero, nel quale propone leggende, filastrocche, serenate e canti. Il suo ultimo lavoro è Kairos.
 
 
(Andrea Pacilli Editore - Collana Viaggiare lentamente -13,00 euro
In tutte le librerie distribuito da Messaggerie)

http://www.mondadoristore.it/libri/Biagio-Accardi/aut01390871/
Viaggiolento nel Pollino
In cammino con il cantastorie
 
di Biagio Accardi
 
Un “viaggiolento”, a piedi e in compagnia di un’asina, in uno dei parchi nazionali più belli d’Italia. Narrazione ed elogio della lentezza, in sintonia con quel “turismo lento”, nuova frontiera del turismo contemporaneo, quello esperenziale.
L’autore, artista itinerante e cantastorie calabrese, racconta in un diario molto sui generis, il proprio “viaggolento” nel parco nazionale più grande d’Italia, quello del Pollino (fra Calabria e Lucania). Accompagnato dalla sua fedele asina, “Cometa Libera”, Biagio percorre a piedi sentieri, tratturi e strade che uniscono i borghi del Parco. Incontra la natura, le persone, storie, leggende, tradizioni e canti, e racconta tutto in maniera diretta e suggestiva. Ma in ogni paese che raggiunge, Biagio porta anche le proprie storie, le proprie canzoni, in uno scambio sempre nuovo, alla scoperta di luoghi che diventano esperienze, dove il rapporto fra persona e territorio è diretto e magico.
              Il libro è consigliato ai lettori che si appassionano di storie vere ed autentiche, a chi ama la Calabria e la Lucania; ai cultori e agli appassionati del turismo lento, del viaggio a piedi e del camminare. A chi cerca un turismo diverso e più autentico, a chi vuole vivere e conoscere il territorio che va a visitare, a chi vuole riscoprire luoghi che diventano esperienze, a chi nel viaggio vuole vivere un diretto rapporto fra persona e territorio ...a chi mette il libro nello zaino insieme alla colazione a sacco ! 
 
L’autore
Biagio Accardi, originario di Tortora (CS). Artista, musicista, viaggiatore e studioso della tradizione, con l'Associazione CattivoTeatro promuove eventi artistico-culturali in tutta Italia. Dal 2010, alla maniera dei vecchi cantastorie, è ideatore ed interprete dello spettacolo “Cantu e Cuntu …e mi ni fricu”, che segna mille date in Italia e all’estero, nel quale propone leggende, filastrocche, serenate e canti. Il suo ultimo lavoro è Kairos.
 
 
(Andrea Pacilli Editore - Collana Viaggiare lentamente -13,00 euro
In tutte le librerie distribuito da Messaggerie)

http://www.mondadoristore.it/libri/Biagio-Accardi/aut01390871/

VIAGGIOLENTO


Viaggiolento è un'esperienza che prende vita nel Parco Nazionale del Pollino. Una passeggiata fatta rigorosamente a piedi con Biagio Accardi (cantastorie) insieme alla sua asina Cometa Libera. Un viaggio che nasce con l'esigenza di sottolineare la necessità di rallentare, di tornare a ritmi più umani, perché questo progresso così sfrenato non si sa dove ci sta portando. Un vero e proprio elogio alla lentezza. 
 
Dopo questi anni trascorsi a monitorare il territorio, e cercare strutture ricettive che possano soddisfare il nostro standard di accoglienza e che fossero vicine alla nostra filosofia, VIAGGIOLENTO decide di offrire una nuova formula di partecipazione. Da ora, si potrà camminare con il cantastorie e la sua fedele asina Cometina, in tutti i periodi dell'anno. Basta prenotare il periodo che più vi è congeniale: per le vostre vacanze, il tempo libero o quando più vi piace. Potrete scegliere uno dei tre itinerari che abbiamo tracciato per voi e poi immergervi  in quella che consideriamo la parte antica del parco naturale più grosso d'Italia: Il Pollino (patrimonio dell'Unesco). Naturalmente i contenuti dell'esperienza rimarranno invariati, come nello stile Viaggiolento, ci saranno attività culturali,  incontri, arte e buon cibo. E allora ! Cosa aspettate a prenotare la vostra vacanza, sarà un'esperienza straordinaria !
 

Rallentare per poter godere del bello: Un viaggio per sensibilizzare tutti noi a rallentare, tirare un freno a questo progresso che crea falso benessere. E se vogliamo ridere, una denuncia anche contro il caro benzina visto che l'asino va a erba!

Poche parole per buon intenditor!

Rallentare in questo momento storico e' necessario, basta osservare tutto quello che sta' accadendo nel mondo: dalle miopi guerre dei potenti per accaparrarsi quante piu' risorse possibili, al disastro della centrale nucleare Fukuschima, emblema della corsa sfrenata al progresso. Mentre la terra ci comunica chiaramente che ha bisogno di prendere respiro, di tornare a ritmi piu' umani e naturali.

COLTIVIAMO SAPERI


Fine mese scorso si è tenuto un workshop sull'agricoltura naturale, su orti sinergici e permacultura.  L'incontro è stato anche occasione per realizzare  un orto/installazione presso i terreni del Ricetto degli Enotri. All'opera abbiamo dato il nome "(A)mare", perché l'operazione è stato un vero e proprio atto d'amore: nei confronti della terra e delle conoscenze che essa ci ha trasmesso, ma anche perché la terrazza lavorata e poi seminata è rivolta verso il mare.
Il workshop è stato curato da Pino Castelluccio detto “ U Massaro” che nella vita fa lo spacca pietre , il cantore, il coltivatore, il meccanico e realizza opere in bioarchitettura. Pino da qualche anno ha cominciato ad interessarsi di agricoltura naturale e sinergica. Un percorso formativo intrapreso con “la Libera Scuola di Agricoltura Sinergica Emilia Hazelip"; un approccio empirico volto alla conoscenza delle piante e della terra, oltre alle capacità già citate di manipolazione dei materiali, hanno fatto di lui un ottimo divulgatore ed esperto in materia. Gli orti sinergici che ha realizzato per complessità di forma e tecniche costruttive, appaiono essere vere e proprie opere di Land Art. Il compito del Massaro  è stato quello di divulgare queste conoscenze ed installare un orto sinergico.
Questo  tipo di approccio all’agricoltura non è nuovo. Prima che i Fenici inventassero e diffondessero l’aratro l’uomo l'ha sempre praticata, ma è solo grazie alle intuizioni del botanico e filosofo giapponese Masanobu Fukuoka, che ultimamente abbiamo ripreso queste pratiche le quali non si limitano esclusivamente a cambiare i processi di produzione agricola nel rispetto dell’ambiente, ma coinvolgono anche le nostre abitudini alimentari, fino a determinare cambiamenti che riguardano lo stile di vita nel suo complesso. È un cambiamento radicale che può avere conseguenze sociali, economiche e culturali rilevanti. Sicuramente ha cambiato un po' tutti noi che abbiamo partecipato a questa gioiosa giornata; abbiamo imparato ad osservare di più. L’agricoltura naturale è prima di tutto osservazione dei processi naturali per tirar fuori l’abbondanza della terra con il minimo intervento umano. La terra è una macchina perfetta !
Sono stati momenti  densi di attività e di condivisione; abbiamo avuto modo di scoprire la ricchezza naturalistica che ci circonda, liberando le sopite energie positive che ognuno di noi ha dentro. 
www.viaggiolento.it 

Il Teatro del Ricetto " Il più piccolo del Mediterraneo"

In questi giorni, al Ricetto degli Enotri  ci sono stati grandi cambiamenti. Abbiamo  deciso di ristrutturare la storica sede dell'associazione culturale CATTIVOTEATRO, per renderla più accogliente e dare vita ad un piccolo sogno: realizzare il Teatro più Piccolo del Mediterraneo e far partire una rassegna di teatro gastronomico. Gli appuntamenti  mescoleranno alla cultura letteraria la cultura gastronomica sana, genuina e prodotta nei nostri orti. La ristrutturazione è stata realizzata interamente con materiali biologici grazie all'esperienza in bioedilizia di  "mastro" Pino  detto il "Massaro"; i lavori in legno sono ad opera di Vincenzo detto "Truculea", mentre la tinteggiatura è stata affidata a Nicozazo. 
I materiali utilizzati per la ristrutturazione sono interamente ecologici; I lavori in muratura sono stati eseguiti con una speciale malta che veniva utilizzata perfino dagli antichi romani, composta unicamente da sabbia e calce idraulica. I tavoli, gli sgabelli e le mensole sono state assemblate con legno di faggio, castagno e abete. Per dare la colorazione alla pittura muraria, sono stati diluiti in una base di calce biologica della curcuma e del caffè . Sono state effettuate le ultime rifiniture ed ora siamo pronti per accogliervi. 

ZACCARIA CON "NESSUNO" AL RICETTO DEGLI ENOTRI

Durante l'inaugurazione del "Teatro Più Piccolo Del Mediterraneo" al Ricetto Degli Enotri di Tortora,  si è tenuta una performance  Massimo Zaccaria, attore pugliese che nel 2007 ha vinto il premio "Attore Giovane Talento" con lo spettacolo 'Il Minotauro' di F. Dunrematt, mentre nel 2009 è stato finalista al Premio Scenario per 'Ustica 09' con 'La cisterna'.  Zaccaria, si è esibito con un brano tratto dallo spettacolo "Nessuno, un'altra Odissea", paragonando i racconti mitologici di Ulisse alle vicende dell'attuale emigrazione, ai racconti sentiti da parte degli africani, degli arabi, degli asiatici, che raggiunta la nostra penisola vogliono proseguire per il Nord Europa. L'appuntamento è stato anche l'occasione per riflettere e dibattere sulle ultime vicende legate alle problematiche dell'immigrazioni, degli esodi prodotti dalle vigenti guerre;  fino a divagare sull'urgenza di trovare nuove formule per fare cultura fuori dagli schemi ufficiali. L'iniziativa, infatti,  vuole essere la risposta ai pochi luoghi pubblici disponibili per artisti che vogliono esprimersi liberamente; arti e spettacoli che fanno fatica a trovare spazio nei circuiti convenzionali. A dimostrazione che è possibile sostenere l'arte dal basso, senza dover passare attraverso gli ingranaggi dei finanziamenti pubblici, che in molti casi si rivelano uno spreco di risorse economiche e proposte mediocri.  Mentre il cibo offerto durante la serata è stato simbolo della ricchezza che passa attraverso la mescolanza delle razze, che da sempre accompagna i commerci nel Mediterraneo. Proprio attraverso questi scambi  sono giunte sulle nostre tavole e nei nostri piatti le spezie più inebrianti.
 Massimo con la sua magnetica espressività ci ha narrato del momento in cui Ulisse fa giurare a tutti gli altri compagni di viaggio di non mangiare le vacche, perché sacre e protette dal Dio Apollo ( lo stesso Apollo che la toponomastica vuole dare  al monte del nostro parco del Pollino). Ma il giuramento non viene mantenuto e la nave affonderà; a trasgredire è Euriloco che preferisce morire annegato in mare piuttosto che di fame, paragonando così, le migliaia di profughi che fuggono dalla fame sfidando le onde del mare. Alla serata hanno partecipato 15 persone, che sono anche il massimo numero che può ospitare il “ Teatro Più  Piccolo Del Mediterraneo; possiamo dire di aver fatto il pienone ...di belle persone, di buon cibo e di poesia. 
Convinti, inoltre, che è necessario cogliere i momenti di convivio per riflettere e informare. 
È necessario parlare delle cose belle, ma anche denunciare le brutture per non ignorarle ...dal momento che accadono!  A breve, vi aggiorneremo sui prossimi gustosi eventi del Ricetto degli Enotri e dell’associazione culturale Cattivoteatro.

Nuovo disco di Biagio Accardi

  

L’ALBERO CHE CAMMINA

Questa volta il Cantastorie Biagio Accardi ha scelto e coinvolto ben 16 elementi tra musicisti e interpreti per la registrazione del suo nuovo lavoro “L’albero che cammina”, una raccolta di 8 tracce pubblicata a Giugno 2015. Pronto a partire per la V edizione dell’originale “Viaggio lento” in compagnia dell’asinella Cometa, Accardi consegna al pubblico un cofanetto ricco di note, atmosfere e spunti di riflessione. Le composizioni si presentano come una costante celebrazione del bello che l’uomo spesso perde di vista a causa del suo vivere frenetico, appesantito da abitudini meccaniche e monotone. L’affascinante Babele del mondo  che nel tempo è riuscita a costruire intere strutture comunicative verbali, musicali e scritte tra i popoli viene esaltata nei testi della raccolta interpretati prevalentemente in dialetto. Un tratto distintivo che sottolinea ancora una volta come il bramoso e avido passo dell’uomo nel perpetuo dei suoi giorni, sia riuscito ad annientare anche la diversità comunicativa preferendo una struttura graficamente e foneticamente uguale per tutti. In altre parole lo stile di vita caotico nel quale si è immersi  anche l’omologazione a più lingue universali dimenticando però il colore della propria.  
Il disco si apre proprio con Strada janca che è un po la presentazione dell’obiettivo lentezza ovvero camminare per godere il bello, stando il più lontano possibile dalle aree trafficate preferendo sentieri , tratturi, vecchi passaggi di collegamento tra i territori. Un contatto più diretto con la terra, più che con il cemento e l’asfalto, una madre terra presentata al pari di una santa protettrice e per questo celebrata come fonte di sostentamento e vita. Ma durante i percorsi si sa a volte si incontrano delle salite e quindi si procede ancora più lentamente, si sale o meglio si Saglie come il titolo del secondo brano.Traendo spunto dall’immagine del Romito è compostaL’albero che cammina, il suo allegro ritornello ci ricorda che l’uomo è solo uno dei tanti elementi della natura, anche se generalmente fa di tutto per starne lontano. A differenza di tutto il resto però l’uomo ha cognizione propria e quindi se solo ci crede può essere forte, saggio e utile al pari di un albero ma girovagando, perché mobile e condividendo le sue virtù. Filosofia di vita più volte ribadita anche nei passati lavori del compositore, è l’assoluta indipendenza dell’uomo da qualunque forma di dipendenza terrestre, concreta, morale o spirituale perché U munnu un’avepadrune! È dunque quasi uno sfogo, un grido di contestazione contro l’assoluta sudditanza che ormai dilaga nel vivere quotidiano delle masse che spesso dimenticano – per dirla alla Michel Eyquem deMontaigne – che “La cosa più grande del mondo è sapere come appartenere a se stessi”. Un concetto molto caro al compositore calabrese che non si risparmia nel ricalcare il pensiero nel brano Cu lacapu mia, dimostrando ancora una volta quanto importante sia rendere partecipe la propria testa e i propri penzeri delle scelte e delle azioni che caratterizzeranno il proprio percorso di vita. Piaciri e duluri è il sesto brano della raccolta, inizialmente può sembrare una dedica ad una donna, in realtà appare più come un canto alla Luna che “passa, ride e vasa” sulle vicende degli uomini, influenzando a suo piacimento appunto il piacere e il dolore di ogni essere. Contaminazione di genere, a passi svelti e leggeri è il miscuglio presentato da Ignis sacer , ballerine streghe,fate non fa differenza, sul ritornello del pezzo può starci bene qualunque cosa persino le foglie di un albero che sinuose danzano a piacimento del vento e delle stagioni. Si apre con il suono inconfondibile e antico della lira, l’ultimo brano della raccolta Viaggio lentu. Può essere senza ombra di dubbio la descrizione musicale più vicina al progetto portato avanti da Biagio Accardi negli anni, questo camminare per godere il bello lasciando liberi i penzeri. Infischiandosene di preconcetti e pregiudizi diversi incrociati durante il cammino di un uomo affiancato da un’asina, negli sguardi increduli dei passanti dell’era moderna c’è consapevolezza da parte dell’autore dello stare andando contro corrente per i più, ma è proprio questo il punto : a furia di omologarsi al vivere secondo certi schemi, la gente pare abbia perso di vista la sua natura più autentica! Viaggio lento è la testimonianza di un vivere senza per forza correre dietro a questo o a quell’altro sistema, un invito a fermarsi un attimo e realizzare che il mondo può essere vissuto prima che osservato da schermi o finestrini d’auto. Infondo il progresso è la capacità dell’uomo di complicare la semplicità. Biagio Accardi mediante il suo progetto offre sicuramente una chiave di lettura diversa su questa condizione ed è un peccato non conoscerla o vedere che cosa apre magari nulla, magari un mondo insospettabile. La varietà musicale del lavoro è interessante, si passa dalle sonorità più delicate del popolare a quelle più costruite del jazz fusion passando comunque per un mainstream di facile ascolto.
                                                                                                                                       Annalisa Pierro


Ma per assaporare meglio il tutto è indispensabile ascoltare il disco, già in distribuzione e rintracciabile contattando l’ ass.culturalecattivoteatro@gmail.com , buon ascolto e buon Viaggio lentu a tutti!
Al Ricetto degli Enotri, già dal giorno prima dell'iniziativa, ci raggiungono due ragazzi che  vivono  ormai da più di dieci anni in Inghilterra e lì si occupano di progetti legati all'educazione. Vanno a dormire presto, e fanno bene, domani dobbiamo svegliarci presto per affrontare una passeggiata di cinque chilometri, che risulterà poi impegnativa per la particolare giornata di caldo torrido. La mattina successiva ci raggiunge anche Carlo, un amico, instancabile viaggiatore. Facciamo colazione con della frutta appena raccolta dai nostri campi e si parte. Percorriamo la Fiumarella di Tortora, per poi salire al borgo medievale che anticamente prendeva il nome di Blanda Julia. Lungo il percorso ci tocca fare i conti con la stupidità umana: durante l'inverno scorso la pioggia ha scavato alcuni tratti di strada,  facendo emergere pneumatici, chissà da quando tempo interrati.  Davanti a questa scena, il  gruppo di viaggiatori decide di farsi ritrarre per una "foto ricordo" di  fianco a questo monumento alla demenza umana. Per fortuna, il paesaggio vince e ci distrae da questa bruttura;grotte che sicuramente erano abitate in epoca  paeolitica, orti curati con maestria, piante officinali ed il fiume che scorre lento ci addolciscono il cammino e la vista.
Arrivati al centro storico, non ci facciamo sfuggire l'occasione di visitare il museo archeologico che costudisce alcuni reperti dell'antica Blanda, ritrovati presso l'insediamento di origine Enotria. Arriva mezzogiorno e la fame si fa sentire. Da un vicolo raggiungiamo una piccola piazzetta, dove ci aspettano i ragazzi dell'associazione della Zafarana di Tortora; hanno preparato un buffet con pietanze a base del famoso peperone autoctono: pasta fatta in casa con ceci e una spolverata di polvere di zafarana, patate e peperoni e una fantastica caponata di melanzane, il tutto innaffiato con un ottimo vino paesano.
Faccio la mia solita osservazione circa l'utilizzo dei piatti di plastica, che per solo dieci persone, si sarebbero potuti evitare; pongo l'attenzione sul fatto che certe cose si fanno più per abitudine che per convenienza. Subito desisto dal continuare ad incalzare sull'argomento, per evitare di essere tacciato di pedanteria. Canto un paio di canzoni, suono la lira, racconto una storia e poi ci incamminiamo lungo la strada per tornare al Ricetto. Arrivati a destinazione, iniziamo i preparativi per la festa serale. Arriva per primo Riccardo dell'Associazione Lucanapa, che ci porta le "frese", il nostro famoso pane biscottato, buono soprattutto condito con pomodoro e origano. A seguire arriva Giovanni di Montella giunto per consegnarci la pasta, formato scialatielli, lavorata artigianalmente con la farina prodotta da noi, sulle montagne del Pollino. Ovviamente non dimentica di portare anche la sua preziosa farina di farro monococco. Ci raggiunge anche la temeraria Filomena del negozio "Biologicamente" di Praja a Mare; inizia così un turbinio di confronti, scambi di informazioni e di nuove conoscenze. Tutti i partecipanti hanno fatto chilometri per incontrarsi e regalarsi l'opportunità di parlare di pratiche che aiuterebbero a migliorare la qualità della nostra vita per renderla più sana, più giusta ed equa.
Quindi, non una mera festa, ma un momento di crescita ! Subito noto che gli assenti sono proprio gli autoctoni, quasi a dichiarare che tutto questo è estraneo a loro, non gli appartiene o non gli interessa; preferiscono continuare a spingere carrelli nei supermercati e finanziare chi ci avvelena, sottovalutando l'importanza e l'urgenza di creare un'economia e un'ecologia, che potrebbe migliorare il nostro territorio e la comunità tutta. Mi volto e vedo Carlo seduto nella posizione yogica del fiore di loto: medita, si
connette con il circostante. Sembra non avere dubbi: "Ogni nostra azione riflette e migliora, anche involontariamente, quello che ci circonda !

"Si dice che il minimo battito d’ali sia in grado di provocare un
uragano dall’altra parte del mondo"