Lezione/Spettacolo per alunni di tutte le scuole

Lo spettacolo
"La leggenda di Colapesce"
Il testo si basa su una delle più importanti e note leggende del meridione d’Italia, collocabile sullo Stretto di Messina, della quale esistono decine di versioni. Una delle più famose è quella di Italo Calvino, compresa nella sua raccolta “Fiabe Italiane”. La conclusione di alcune di queste versioni narra di Colapesce che rimarrà sul fondo del mare a reggere una delle tre colonne che sorreggono la Sicilia, quella spezzata. In una reinterpretazione  elaborata e cantata da Otello Profazio i marinai ancora oggi sentono la sua voce fra le onde.
All’interno del lavoro, caratterizzato da numerosi brani cantati dal vivo, sono presenti vari linguaggi: teatro d’attore, musicale, di poesia.
 
Colapesce, mezzo uomo e mezzo pesce, e' una fiaba che si perde nella notte dei tempi, ha affascinato grandi e bambini delle città e dei villaggi di quello che fu il Regno Delle Due Sicilie e ancora oggi torna ad ammaliare.
Storia commovente tra il fantastico e il surreale, che ha il sapore dei miti greci e il fascino degli aedi che raccontavano questa ed altre storie girando di piazza in piazza. Per tutte le generazioni che lo hanno udito e per quelle che lo udiranno attraverso la voce di Biagio Accardi che torna ad interpretarlo, per gli alunni delle scuole è stato arricchito di messaggi educativi.
Colapesce, il protagonista della storia, ha rappresentato la speranza del futuro, la proiezione del bisogno eterno d'amare e di essere amati, il rispetto incondizionato degli altri esseri; uomini e non.
Colapesce e' l'uomo altruista, pacifico, rispettoso e gaudente della felicità altrui. E' l'uomo come dovrebbe  essere. Un esempio sano per i nostri figli.


La lezione 
L’esibizione prevede una prima parte introduttiva  sulla figura del cantastorie.
-Come nasce il cantastorie
-Chi era e chi è il cantastorie
-Che funzione aveva presso le comunità di un tempo e oggi
-Quali erano gli strumenti suonati
-Il repertorio, i canti e i racconti
 
Il ricordo della figura millenaria del cantastorie si perde nella notte dei tempi.
Si pensa che il primo nella storia dell’umanità sia stato Omero, Aedo dell’antica Grecia, il cantastorie orbo padre di tutte le figure presenti nel mediterraneo e nel mondo: Basta pensare ai cantastorie epici presenti in Sud Africa e che hanno vissuto e “cantato” tra l’Egeo e l’Iraq, tra l’India e la Mongolia. Basta tornare con la memoria ai Griot operanti nell’Africa Occidentale, ai Mwet Camerunesi oppure agli Imbongi del Sud Africa, ai Cantadores del Messico e del Brasile oppure agli Imbonitori del Nord Italia. Nel Sud Italia l’attività dei Pueti-cantastorii è ancora rigogliosa, arricchita di nuove prospettive e tematiche. Già negli anni sessanta Carlo Levi ebbe modo di apprezzare nei cantastorie l’unica forma d’informazione, di denuncia sociale e di spettacolo.


 
 
 
 
Obiettivi del progetto
- Far conoscere personaggi, canti e racconti della tradizione popolare del Sud
- Educare all'ascolto attraverso la musica e la narrazione 
- Stimolare una coscienza critica verso il rispetto del prossimo e della natura
- Sensibilizzare al ritmo attraverso l'interazione degli alunni con la musica
- Presentare un lavoro creativo come possibile riattualizzazione di un antico mestiere  
  
 
Scheda tecnica
●     Genere: Lezione/spettacolo 
●     Durata dello spettacolo: 1ora
●     Numero Artisti: 1 
●     Spazio scenico: (4 x 4 metri)
●     Tempi tecnici: ( 30 minuti)
●     Audio: un mixer, due casse, 2 aste con microfoni (in piccoli spazi si può allestire anche in acustico)
●     Luci: una faretto (anche solo bianca) per illuminare la scena.
●     Mezzi tecnici: ( Presa di corrente sul palco, una sedia )
●     1 Proiettore;questo spettacolo si avvale dell'ausilio dei classici "cartelloni" dei Cantastorie e/o proiezioni) 
 
 
 
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