Progetto Malerba

"Malerba" è un reading/performance di teatro e musica sui vari utilizzi della canapa; di rientro da un intenso tour che si è snodato attraverso Italia, Francia e Spagna, calcando oltre 26 palchi, tra cui quello della Cavallerizza Reale Occupata di Torino e del Riereta 20bis nel barrio de Raval e al Meraklis nella zona di Encants a Barcellona. Malerba ha continuato il suo viaggio, con altri importanti appuntamenti. Fra i quali, il 27 dicembre a Cecilia, centro per la creatività giovanile di Tito (Pz); il 1° Febbraio 2017 al DAM, dipartimento autogestito multimediale dell’Università della Calabria; e il 16 all’Hula Hoop Club, galleria d’arte nella zona del Pigneto a Roma. Il 16 Marzo è stata la volta di un'altra incursione catalana, al RAI, Recursos de Animacció Intercultural nel Born di Barcelona, il 2 Aprile alla Semina 2017 del C.S. Leonkavallo di Milano e il 15 al C.S.C. Nuvola Rossa di Reggio Calabria. 
È ora pronta per nuove "pazzesche avventure sotto i cieli !"
“Fra tutte le piante con cui gli esseri umani sono venuti in contatto, dalla loro apparizione sul pianeta Terra, certamente la cannabis (canapa, hemp) è quella con cui questo strano tipo di mammifero dotato di tecnica, di linguaggio, di spiritualità e di immaginazione, ha intrattenuto i rapporti più profondi e duraturi. Non esiste continente o epoca in cui non vi siano testimonianze più o meno dirette della presenza e dell’utilizzo massiccio di questa coltura. A partire dall’era neolitica, la canapa (foglie, fiori, semi, radici) è stata usata nei modi più disparati: materia prima per carta e tessuti, olio combustibile e alimentare, medicamento portentoso e droga voluttuaria. Fonte di piacere per lo spirito e nutrimento per il corpo. Negli ultimi centocinquanta anni però, con la scusa della presunta pericolosità dei suoi metaboliti psicoattivi, questa fedele compagna delle culture umane è stata oggetto, a livello globale, di una feroce campagna di criminalizzazione e repressione da parte di governi e istituzioni, i quali hanno tentato, inutilmente, di estirparne e cancellarne la profonda eredità e la stessa presenza fisica sul pianeta.
Malerba è uno studio (s)ragionato, un tentativo performativo di tracciare una mappa della relazione millenaria fra le culture umane e la canapa. Per mettere in discussione gli intollerabili stereotipi che ne hanno macchiato la reputazione, cercando di restituire a questa pianta profumata, dall’aspetto seducente e voluttuoso, il posto che le spetta di diritto, nel cammino dell’antropologia, dell’ecologia, dell’arte, della cucina, della Storia.” (Manolo Muoio)
 Malerba
di e con Manolo Muoio
 
Musiche originali di Biagio Accardi
 
 
Manolo Muoio (1971).
Dal 1992 esplora le arti performative con numerosi maestri come Francesco Gigliotti, Lindo Nudo, Judith Malina, Tetsuro Fukuhara, Nikolaj Karpov, Abani Biswas, Eimuntas Nekrosius, Augusto Omolù, Julia Varley, Marylin Fried, Giorgio Rossi, Michele Di Stefano, Maya Lipsker, Vidal Bini.
Nel 1995 dà vita al CUT (Centro Universitario Teatrale) dell’Università della Calabria e nel ‘98 è tra i fondatori della compagnia Teatro Rossosimona.
È stato interprete di molti spettacoli, tra i quali Sida e l'uomo dal fiore (vincitore Premio ETI-Vetrine '96); Piedi Gonfi. La stirpe di Edipo (2000); E' il momento dell'amore (vincitore Premio Scenario 2001), di Lindo Nudo; L’Esausto o il profondo azzurro (2008), di Julia Varley; Cerimonia (2011), di Lorenzo Gleijeses; Peer ‘u Stortu di Francesco Suriano (2013).
Nel 2005 si è laureato cum laude, con una tesi in Storia del Teatro e dello Spettacolo (relatrice la prof.ssa Valentina Valentini) dal titolo “Per un teatro periferico. La nuova scena argentina”.
Autore, tra la fine degli anni ’90 e gli anni Zero, di un pugno di solo performance ispirate agli “universi acidi” di W.S.Burroughs e J.G.Ballard, nel 2013 ha realizzato la prima tappa del progetto performativo/documentaristico Hotel Guantánamo.
È stato aiuto regia dell’attrice e regista inglese Julia Varley (2005/2006) e del regista e drammaturgo argentino Rafael Spregelburd (2013).
Ha condotto workshop e seminari di scrittura, drammaturgia e messa in scena per le scuole primarie e secondarie e per i dipartimenti di arti performative delle università di Cosenza, Bologna e Torino.
Dal 2009 al 2011 ha partecipato alla direzione artistica e organizzativa di Revolution MAD, rassegna di danza e teatro contemporaneo, presso il Teatro Quirino di Roma.
Attualmente è impegnato come performer nella tournée di Anelante (2015), l’ultima fatica teatrale di Antonio Rezza e Flavia Mastrella e in Rock Oedipus (2016), pièce teatrale e musicale, che si dipana tra rock’n’roll e tragedia classica, della quale è autore, regista e interprete. È aiuto regia nel progetto 58° Parallelo Nord, cantiere teatrale aperto, ideato da Lorenzo Gleijeses, con la partecipazione di Eugenio Barba, Julia Varley (Odin Teatret), Luigi De Angelis (Fanny & Alexander), Michele Di Stefano e Biagio Caravano (mk).
 
Biagio Accardi originario di Tortora. Artista, suonatore, viaggiatore e studioso della società tradizionale e moderna dei luoghi in cui vive. Da sempre promotore, insieme alla sua associazione culturale CattivoTeatro ( costituita nel 2002), di eventi artistico-culturali votati a valorizzare il Sud e le sue tradizioni. Nel 2007 crea il progetto Nagrù con il quale partecipa a diversi festival di rilevanza nazionale. Dal 2010, alla maniera dei vecchi cantastorie, Accardi è  ideatore ed interprete dello spettacolo “Cantu e Cuntu …e mi ni fricu”, nel quale propone leggende, filastrocche, serenate e canti che un tempo scandivano  il quotidiano. Completa questa visione romantica del cantastorie proponendo da qualche anno Viaggiolento, un cammino insieme all’asinella Cometa Libera che lo porta ad esibirsi nei caratteristici borghi del Parco Nazionale del Pollino. 
 
Negli anni e nel tempo ha avuto modo di partecipare a varie produzioni. Le piu' rilevanti sono state  lo Spettacolo Teatrale ”Smettila di correre” di Silvio Stellato. "La Bella Dormiente", Regia di Lisa Ferlazzo Natoli nella Stagione Lirica del Teatro Rendano. "L'amleto", regia di Maximiliam Mazzota,  “Karovana Leon” a cura di Leon Pantarei con Massimo Ferrante. 
Zingaria Festival(Fg), Deafest(Rc), Capodanze (Ba),Rassegna Internazionale di Musica e Danza  Popolare (Te),Espressivamente – Barcellona P.G. (ME).